sabato 14 dicembre 2013

UN'AUTOMOBILINA A PEDALI E SCOPRI CHI SEI


La mia passione per le auto si è rivelata innata. Mi madre mi racconta che gli unici oggetti degni della mia infantile attenzione, furono da subito, i modellini di auto. Quando sono nato, i numerosi giochini elettronici per la prima infanzia, non esistevano. Pare che abbia rifiutato, non proprio gentilmente, tutti i vari cagnolini, gattini e quant'altro fosse di peluche. Non si sapeva come intrattenere questo bimbo. I parenti tutti, già prefiguravano un futuro da asociale. Nulla mi interessava. Solo mangiare e dormire. Ma un giorno, ci fu la rivelazione. Un mio carissimo zio, che per professione, attraversava tutti i mari del mondo, rientrò in licenza, dopo un lunghissimo periodo in Asia. Aveva toccato mille città, visto chilometri di coste, aveva fatto i suoi turni di guardia in plancia, vigile come un falco, per tenere a galla il mercantile su cui navigava. Approdò, dopo un estenuante viaggio dal Giappone, ad Hong Kong. Una città come non ne aveva mai viste. Bellissime donne dai capelli neri, minute nei loro abiti a fiori. Palazzoni, ascensori veloci come aerei, luci, un formicolio di persone che si muoveva senza tregua. Nella zona del porto, tutto era amplificato. Bisognava stare attenti ad ogni cosa. Un
universo ufficiale ed uno parallelo, accoglievano i marinai, che dopo tanto mare, avevano bisogno di scrollarsi di dosso il senso di claustrofobia delle loro cabine, il territorio limitato della loro nave. Sentivano il bisogno di sgranchire il cervello più che le gambe. E quella città, sfavillante come un sontuoso albero di Natale, li invitava a bearsi di tutto ciò di cui era dotata. Bar, night club, ristoranti,  una moderna Babele abitata da tutte le facce di questa terra. Mio zio aveva saputo del mio arrivo, ma non mi aveva ancora conosciuto. Quindi, a parte i suoi svaghi, si dedicò anche alla ricerca di un regalo per il piccolo. E fu la svolta. In quella fantasmagorica città, comprò per me un furgoncino nero di latta, a frizione, con tanto di fari, lampeggianti, e un minuscolo  baffuto autista seduto al volante. Mi è stato raccontato che manifestavo grande disinteresse quando mi portavano un regalo, ma quella volta, ero su di giri, quasi come se avessi saputo in anticipo del contenuto di quella carta velina frusciante, che racchiudeva ciò che per me fu un vero tesoro. La mia manifestazione di gioia, pare fu inenarrabile, soprattutto quando, caricata la frizione, il furgoncino iniziò a correre per casa con la sua sirena ululante e le sue luci intermittenti. Io ridevo, allungavo le braccia per afferrare il mio giocattolo che continuava a girarmi intorno. Che divertimento quando un tappeto lo fece ribaltare su un fianco mandandolo a ruote all'aria. Finalmente, la famiglia si tolse il tarlo che sarei diventato taciturno e solitario. Avevano scoperto come stimolarmi. Da quel giorno, passarono in casa nostra modellini di tutti i tipi. facevamo concorrenza alle più affermate concessionarie d'Italia. Ma il vero salto di qualità, mesi dopo, fu una Ferrari rossa a pedali. Delizia per me, croce per mia madre. Allora, i bambini potevano ancora giocare liberi fuori casa. Trascinavo a fatica la mia Ferrari fino in cima al vialetto e approfittando della pendenza facevo una bella corsa in discesa, assaporando il vento che mi seccava la bocca, e qualche volta anche un inopportuno insetto. Nella mia vita si sono succeduti mille interessi, sono cambiate mille relazioni, qualche amore che sembrava per sempre si è consumato nella noia, altri ne sono arrivati e sono poi andati via, senza lasciare traccia. Ma le auto non le ho mollate mai. L'unica vera passione che mi accompagna da sempre. In questi giorni, diversi amici mi chiedono cosa comprare ai loro bambini, ai loro nipoti per le prossime feste. Si preoccupano di non riuscire a trovare quel dato videogioco. Non me ne capacito. Eppure sarebbe così semplice. Un'auto!!!!!!!!! Cosa vuoi comprare ad un bambino se non un auto. Maschio o femmina che sia, un'automobilina a pedali ti lancia nel mondo della fantasia, dell'autonomia. Ti da il senso del viaggio, della scoperta, del movimento. Mi è capitato di leggere un articolo proprio in merito a questo bellissimo giocattolo tradizionale. Credo potrebbe essere una bellissima idea. Vi riporto alcuni dati. Pensateci. Potreste diventare il familiare più amato, il numero uno!!!!!!!!!!!!



“Che si sia un bambino appassionato di automobili o che semplicemente ci si senta ancora giovani dentro, chi non vorrebbe avere una Chevrolet Corvette Stingray a casa?” ha dichiarato Vijay Iyer, Direttore Comunicazione di Chevrolet Europe. “Siamo felici che questa iconica sportiva Chevrolet continui a emozionare milioni di appassionati, piccoli e grandi, in tutto il mondo,” ha aggiunto Iyer.

 

Dai modelli a scala ridotta alle automobiline elettriche, per non parlare dei modellini radiocomandati e delle versioni da cavalcare: di questa amatissima sportiva quest’anno sono stati realizzati tutti i tipi di giocattoli, in tutte le dimensioni per i bambini di tutto il mondo. La nuova Chevrolet Corvette Stingray è anche uno dei segnaposto di Monopoly Empire – la prima “vera” automobile a comparire in questo gioco.



Una delle automobili giocattolo più amate dal 1968

 

Da Cars 2 della Disney Pixar Animation al film Transformers del 2014 fino ai modelli Hot Wheels e Fisher Price, da ormai 60 anni quando arriva Natale la Corvette occupa un posto fisso nei cuori e nei pensieri dei bambini di ogni età.

 

Negli Stati Unti, le Hot Wheels continuano a essere i modellini più venduti, anno dopo anno. I primi modellini Hot Wheels comparvero sugli scaffali nel 1968, con una Chevrolet Corvette Stingray della terza generazione. Da allora, la Chevrolet Corvette è sempre stata al primo posto come l’automobilina più venduta.

 

Chevrolet è il quarto marchio automobilistico al mondo, con vendite annue di quasi 5 milioni di veicoli in oltre 140 paesi, ma i suoi risultati sono surclassati dall’iconico produttore di automobili giocattolo, con più di 4 miliardi di Hot Wheels prodotte dal 1968.

Ogni giorno vengono vendute 13.698 Chevrolet, ma nel mondo ogni secondo si acquistano 2,75 modelli Hot Wheels. E’ più di quanto hanno prodotto insieme le “Big Three”, le tre grandi case automobilistiche di Detroit, da quando è nata l’industria automobilistica.

venerdì 13 dicembre 2013

TERAPIA EVOQUE PER RANGE ROVER E RANGE ROVER SPORT

La Evoque sta diventando una vera e propria cura per Land Rover. La piccola britannica-indiana che ha avuto l'ardire di presentarsi sul mercato esattamente come annunciata dai vari prototipi esposti nei saloni internazionali, ha segnato un nuovo punto di riferimento per quanto riguarda il design dei moderni SUV. Aggressiva, muscolosa, maschile, ma con un glamour particolare che affascina anche le donne, incarna il nuovo modello antropologico del cittadino internazionale, informato, più colto che in passato, lontano dalle cafone ostentazioni di qualche anno fa. Il riscontro più che positivo da parte del mercato, tanto da allungare i tempi di consegna della vettura fino a superare in alcuni casi i sei mesi, pur trattandosi di un oggettino non proprio regalato, ha definitivamente convinto i vertici della Casa a proseguire su questo filone. Dopo un forte rimaneggiamento della ormai anziana Freelander in chiave Evoque, ecco che anche l'alto di gamma si adegua. Range Rover e Range Rover Sport, si rinnovano.  Design chic e ricercato, prendono le distanze dalla concorrenza in termini di immagine e value for money. Una Range la si acquista per i contenuti, ma anche per quello che in una nuova chiave, rappresenta socialmente: una scelta consapevole fuori dal coro, emblema di un proprio status culturale al di sopra della media.



·         La gamma motori della Range Rover Sport si arricchisce del potente diesel SDV8 da 339 CV  ( In Italia la commercializzazione è prevista con una data ancora da definire)

·         Due nuovi diesel ibridi: 169 g/km di CO2 e 6,4 l/100 km (consumo combinato)  

·         Nuovo ‘Black Design Pack’ e nuovi cerchi in lega da 22” per la Range Rover

·         Nuovi sistemi di assistenza alla guida e la connettività InControl™ accrescono  l’esperienza di possesso Range Rover

·         In consegna agli inizi del 2014.


A seconda dei mercati, le nuove tecnologie di assistenza alla guida offerte alla clientela comprendono: Traffic Sign Recognition (Riconoscimento segnali stradali), Lane Departure Warning (Segnalazione di sconfinamento di corsia) e Perpendicular Park (Assistenza al parcheggio perpendicolare al marciapiede), mentre il nuovo sistema Land Rover InControlTM    offre a guidatore e passeggeri una connessione costante WiFi.

 

La possibilità di scelta delle motorizzazioni diesel e benzina è oggi ulteriormente accresciuta dall’introduzione del potente diesel 4.4 litri SDV8 per la Sport, e dei nuovi ibridi con motore V6 da 340 CV (e 169 g/km di CO2) per entrambi I modelli.

 

“L’aggiunta del nuovo, potente ed efficiente diesel SDV8 al line up della Range Rover Sport e le sempre più eccitanti tecnologie a disposizione dei clienti su  Range Rover e Range Rover Sport  2014 confermano il loro posizionamento fra i SUV più desiderabili dell’intero settore.” commenta John Edwards, Global Brand Director della Land Rover.


La trasmissione automatica ZF 8HP70 ad 8 rapporti, consente alla Sport con SDV8 un’accelerazione  da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi e una velocità massima di 225 km/h se equipaggiata con Dynamic Pack.

 

A seconda dei mercati, le Range Rover e Range Rover Sport sono altresì disponibili con due motori a benzina: il 5.0 litri V8 S/C da 510 CV e il 3.0 litri V6 S/C da 340 CV; due motori diesel:  il 3.0 litri TDV6 da 258 CV e il 3.0 litri SDV6 da 292 CV (quest’ultimo solo per  Range Rover Sport) e anche con la motorizzazione ibrida da poco presentata.

 

I due primi modelli ibridi della Land Rover condividono il medesimo gruppo motore/trasmissione: il turbodiesel 3.0 litri SDV6 con trasmissione automatica ZF ad 8 rapporti, ed il motore/generatore elettrico da 35 kW al posto del convertitore di coppia.  La potenza totale è di 340 CV,  con una coppia di 700 Nm che permette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi.  I nuovi modelli presentano valori di emissioni pari a 169 g/km di CO2 ed un consumo combinato di 6,4 l/100 km.



 
Nuovo straordinario Black Design Pack per la Range Rover
Per aumentare le possibilità di personalizzazione a disposizione dei clienti Range Rover, i due modelli offrono la   nuova opzione Black Design Pack disponibile su Vogue, Vogue SE ed Autobiography. Questo pacchetto  presenta numerosi particolari con finitura Gloss Black, che comprendono: lettering Range Rover su cofano e portellone, griglia, calotte degli specchietti, maniglie esterne, alette sul paraurti, grafica delle prese d’aria laterali, dadi ruote, finitura del portellone; oltre a un nuovo cerchio in lega da 21” ed un altro da 22” di nuovo stile.
 
All’interno della Range Rover, è ora disponibile in opzione anche l’articolazione elettrica della parte superiore dei sedili (guida e passeggero), mentre i passeggeri della seconda fila  possono godersi il  sistema di intrattenimento a bordo con i nuovi grandi schermi opzionali da 10,2”.


 
Con il nuovo sistema Land Rover InControlTM ,  disponibile in opzione, tre nuove componenti di connettività si aggiungono alle Range Rover e Range Rover Sport 2014 (a seconda dei mercati).
 
La Land Rover InControlTM Remote Smartphone App, disponibile per iOS e Android,  permette al proprietario di controllare da lontano la sicurezza del proprio veicolo, lo stato delle chiusure, i livelli del carburante e del liquido lavavetri e la pressione degli pneumatici. Il sistema registra anche i percorsi,  -  facilitando così  un’eventuale gestione aziendale del veicolo -  la sua posizione attuale e opzionalmente il percorso del navigatore per raggiungerlo.
 
Il Land Rover InControlTM Secure  traccia il veicolo in caso di furto grazie a tecnologie avanzate, lanciando un allarme silenzioso ad un centro operativo di sicurezza. 

Il Land Rover InControlTM WiFi assicura una connessione wireless di alta qualità per tutti gli occupanti, con un Hotspot WiFi 3G che impiega antenne ottimizzate.









mercoledì 11 dicembre 2013

ALFA ROMEO 4C, FHM CAR AWARDS 2013 WINNER. UNA BUONA DOSE DI ECCELLENZA MERIDIONALE LE SCORRE NEL TELAIO

FHM, rivista maschile di costume, leader in Gran Bretagna, ha nominato l'Alfa Romeo 4c, auto dell'anno 2013. La vettura viene definita come "magic car", per la sua  leggerezza e per le sue doti di guida. A tal proposito, ricordo ai lettori, che c'è molto orgoglio meridionale in questa piccola supercar. La sua struttura, in fibra di carbonio, è prodotta in Irpinia, precisamente ad Airola, in un nuovissimo stabilimento, ex opificio, di proprietà della ADLER GROUP, multinazionale presente  con oltre 50 stabilimenti in tutto il mondo. La ADLER parte da Ottaviano. Coniugando innovazione e audacia, è oggi leader sul mercato globale. La sua presenza ad Airola sta creando un vero e proprio distretto industriale di alta qualità, attirando in zona investitori internazionali. E' proprio di questo periodo la notizia che ROLLS ROYCE  inizierà una linea di produzione nelle vicinanze. ADLER ha recuperato i cassintegrati dell'ex opificio ormai chiuso ed ha dato nuova destinazione alle strutture esistenti senza aggiungere altro cemento in una zona dalle indubbie doti paesaggistiche. Realtà di prestigio, che hanno anagrafica meridionale, ce ne sono diverse, ma stranamente, in questo anomalo Paese, si tende a tacerne. Ho diverse idee in merito al perchè, ma non è questa la sede adatta per parlarne. Ritornando alla splendida coupè Alfa Romeo, bisogna considerare che il titolo conferitole da FHM, assume un'importanza ancora maggiore in considerazione del fatto che tale rivista rappresenta il punto di riferimento per milioni di lettori, con le sue 21 edizioni internazionali, siti web e con la possibilità di una vera convergenza tra i media, vista la presenza di applicazioni per smartphone per accedere ai suoi contenuti. La vettura viene assemblata negli stabilimenti Maserati di Modena. Per le sue innumerevoli doti, viene considerata la più desiderabile auto dell'anno, da parte dei giovani lettori della rivista, censiti, tra l'altro, come possibili acquirenti di alto livello culturale.

martedì 10 dicembre 2013

ALFA ROMEO GIULIA: ANIMA A 4 CILINDRI!




Per amore di quell'auto, mia nonna prese la patente. Ho ritrovato una vecchia foto. Lei impettita e seria, ritta nell'atto di aprire la portiera. Una splendida Alfa Romeo Giulia, color panna. Era l'auto dei miei nonni materni. Veniva usata pochissimo, era un lusso da tenere da conto.  I giorni di festa a casa loro, erano caratterizzati da profumi che ancora oggi ricordo. Profumi di cibo, profumo di lavanda della tovaglia di fiandra bianca immacolata appena tirata fuori dal cassettone. Brocche madide di rugiada, colme di vino rosso sangue,  di cui potevo solo ammirare il miracolo della sua fattura . Secondo il parere dei nonni, avrebbe influito sul mio sviluppo mentale. Ero destinato a studiare, a frequentare la scuola, come loro non avevano potuto fare, come non avevano fatto i miei genitori. Mi sarei dovuto laureare come il nipote del medico condotto. Lui aveva santi in paradiso. Noi no. Avrei dovuto contare solo sulle mie forze, sulla mia intelligenza. E il vino era una delizia, ma anche un croce certa se non l'avessi saputo gestire. Nel dubbio, meglio tenerlo lontano da me. Ancora oggi ne bevo pochissimo. Nipote di contadini, produttori di vino, ma non bevo. Uno dei tanti ossimori della mia vita. In quei giorni, si usava anche la Giulia. Nel tardo pomeriggio, quando la calura lasciava il posto ad un dolce tepore, mentre gli uomini giovani di famiglia si riposavano sotto ai pergolati, e le donne ripulivano le tracce del pranzo, si consumava il rito che attendevo da tutta la settimana: uscire in auto, con i nonni, per mangiare un gelato. La Giulia  era stata un evento. Nella mia ingenuità di bambino, ammiravo quell'auto che secondo la mia visione del tutto parziale aveva due porte. Un accesso posteriore che non conoscevo, una portiera in più, sconosciuta alle utilitarie sulle quali avevo viaggiato. Che salotto era quell'auto. Ammiravo il volante in legno quasi fosse un'opera d'arte. Sedili in velluto, morbidi, scivolosi, una carezza visti i miei calzoncini corti. Con il tempo, le uscite in auto iniziarono a diradarsi. Nell'ultimo periodo solo la nonna era autorizzata a mettersi al volante. Lei, con il suo abito perfetto. Diceva che quando si usciva di casa, bisognava sempre essere  a posto e puliti, tutto poteva accadere, anche qualcosa di tragico. Aveva perso un figlio, in un incidente. Aveva addosso gli abiti della campagna, imperdonabile. La morte è maleducata di natura, non  lascia neppure il tempo di cambiarti gli abiti. Quindi, meglio prevenire. Trovavo inquietanti quei discorsi. Ero terrorizzato per la naturalezza con cui parlava della morte, ancor più se la sfidava a colpi di scarpe lustre! Quando loro sono andati via, la mitica Giulia fu lasciata  invecchiare, lentamente, fino a che  la sua bellezza sfiorì del tutto.
UN TESORO INCOMPRESO
 Ero troppo giovane per capire che avrei dovuto salvarla. Aveva tracciato un segno nella mia anima , una viscerale passione per  le belle auto. Durante gli anni in cui rimase immobile, mi ci rifugiavo spesso. Mi mettevo al posto di guida, immaginando viaggi senza soste, alla scoperta di un mondo di cui avevo fame. Il profumo del sacchetto di lavanda che la nonna appendeva allo specchietto, aveva lasciato il posto al puzzo di muffa provocato dalle infiltrazioni d'acqua. I rivestimenti del tetto avevano ceduto, ma l'appagamento che mi dava quel luogo maleodorante, non l'ho mai ritrovato in nessuna delle auto che ho potuto guidare successivamente. Intrecciavo una lotta quotidiana con mia madre, per poter passare un po' di tempo in quell'abitacolo che era stato per me il luogo dove avevo iniziato a maturare le mie ambizioni. La ruggine oramai l'aveva assalita. La Giulia era diventata un pericolo. Dopo un urgente consiglio di famiglia, arrivò un camion, dotato di artigli. Una versione tecnologica della morte di cui mi parlava la nonna. La portò via in uno stridio di lamiere, Quando scoppiò il bellissimo parabrezza bombato, ebbi l'impressione che i pezzi di vetro fossero milioni di lacrime che la mia amata Alfa Romeo Giulia stesse versando per il suo destino senza ritorno. Aveva ragione la nonna. La morte non ti lascia neppure il tempo di cambiarti d'abito. La prese con se così com'era, con la sua vernice scolorita, le gomme sgonfie, gli interni distrutti dal tempo e dall'incuria.
UN AMORE RINNOVATO
La foto della nonna, mi ha fatto pensare che non tutto si perde per sempre. Il ricordo di quegli anni mi è rimasto come un vecchio oggetto prezioso che ogni tanto ricompare per essere accarezzato. Oggi sono un adulto, con tutto ciò che ne consegue, con la mia buona dose di cinismo, scudo respingente contro le sommosse delle sgradevolezze quotidiane. Non ho mai potuto guidare quella Giulia, ma forse, oggi che sono un uomo connesso e tecnologico, potrei tranquillamente mettermi alla ricerca di un esemplare in grado di ricomporre una frattura che ancora oggi mi fa male. Avere una Giulia in garage sarebbe un balsamo per l'anima, la perfetta testimone dell'origine di ciò che sono oggi! Chissà che non riesca a trovarne una davvero speciale......

giovedì 28 novembre 2013

MASERATI SPIEGA FINALMENTE LE VELE! di Daniele Capozucca

Ogni giorno siamo bombardati solamente da cattive notizie: recessione, contrazione dei consumi, disoccupazione e una ripresa economica che sembra sempre più lontana. C’è però una notizia che sta passando un po’ troppo sotto silenzio nel mondo dell’imprenditoria italiana: parliamo di Maserati. 
Brand del gruppo Fiat e affidato alla fine del secolo scorso a Montezemolo, per anni è stato dimenticato, per non dire ignorato. Ingiustamente, sia chiaro. Il tridente ha sempre fatto girare la testa a molti per strada; a tutti, mi correggo. C’è sempre stato un motivo, più o meno valido, per continuare su questa sterile strada, posticipandone gli investimenti. Ora la musica è cambiata. Ora la musica è il sound dei motori V8 di Modena. Il tridente è tornato a pungere in tutto mondo, con 250 concessionari (420 entro il 2015) in ben 70 paesi. La nuova strategia imposta da Marchionne, che vede nei marchi di lusso italiani (Maserati ed Alfa Romero) le nuove priorità del gruppo, sta dando i frutti sperati. Ecco i confortanti dati. 

Inaugurato il 30 gennaio scorso, lo stabilimento di Grugliasco (To) dedicato a Giovanni Agnelli ha tagliato il traguardo delle 10.000 Maserati prodotte: ogni giorno si assemblano 140 unità tra l’ammiraglia Quattroporte (segmento F) e la debuttante Ghibli (segmento E), consentendo due turni giornalieri e l’assunzione di altri 500 operai. E le prospettive sono più che rosee: a fine settembre infatti sono stati raccolti 22.500 ordini, rendendo il traguardo delle 50 mila unità annue raggiungibile prima del 2015.
Ad ottobre la casa di Modena ha registrato una crescita del 159,58% sul mercato americano, rispetto all’anno precedente. Grazie alla sola Quattroporte le unità vendute da gennaio 2013 sono risultate maggiori di tutte quelle dell’intero anno precedente. Si è così registrata la miglior performance nel settore dei marchi di lusso: Jaguar e Bentley, seppur in crescita, seguono rispettivamente con un +116,74% ed un +53,15%. Sempre da oltreoceano arriva un altro importante segnale della ripresa della Maserati. Il sito Gothamist ci informa che i titolari dell’albergo newyorkese Langham Place hanno offerto per tutto il mese di Novembre ai loro clienti un particolare drink chiamato Maserati. Il cocktail viene proposto a 176 dollari (che si riferiscono alla velocità massima raggiungibile dalla berlina, cioè 176 miglia orarie, 284 km/h). Servito in un flute di champagne, l’omonimo drink viene realizzato con Aperol, Amaro Nonino e Plymouth Gin. Il prezzo risulterebbe ingiustificabile se non fosse per il servizio incluso di chauffeur per le strade di Manhattan a bordo di una Quattroporte nella colorazione Blu Passione.
Seppur la Quattroporte stia giocando un ruolo decisivo all’interno della gamma, anche la più recente Ghibli è destinata ad un ruolo decisivo. La prima Maserati ad avere sotto il cofano una motorizzazione diesel sta infatti ricevendo complimenti unanimi dalla stampa tedesca, generalmente restia a spendere buone parole per le vetture made in Italy. Se da una parte Spiegel Online la definisce “volto nuovo nella monotonia delle berline d’affari”, per l’inviato di Auto Bild è invece “entusiasmante e dinamica, ancor più facile della Quattroporte”. Mentre il settimanale Stern la definisce “una vincente nata”, dal Die Welt arriva la prima critica; pur affermando che “avrà un effetto positivo sull’immagine del marchio italiano e contribuirà ad accrescerne la clientela” ne sottolinea i materiali non all’altezza delle blasonate rivali tedesche. Il portale T-Online parla invece di “aria fresca nel segmento business”, riferendosi al vento africano che dà il suo nome alla Ghibli. E la forza del vento che ha investito la Ghibli non potrà che aumentare con la Quattroporte e la futura Suv Levante (prevista per il 2015). Non ci resta che gridare: “AVANTI TUTTA, MASERATI”.

lunedì 25 novembre 2013

UN VIAGGIO PER RINASCERE!

A quel matrimonio non avrei voluto andarci. Oramai ero in autostrada. Una sorta di confusione mi ottundeva i sensi. Guidavo come ipnotizzato dal rumore del motore. Riuscivo a concentrarmi solo su quello. Un ronzio monotono, una frequenza sonora che assorbiva tutta la mia attenzione. Ero una specie di cruise control umano. Un accessorio pagato oltre 300€ che non mi serviva a nulla quella mattina. L'angolo che la mia caviglia aveva impostato sull'acceleratore era granitico. Non si spostava di mezzo grado. mantenevo una velocità costante. Paradossalmente avrei voluto fermare il tempo. procedevo sostenuto, ma l'invarianza della velocità mi dava l'illusione di rimanere fermo, sospeso, come se avessi avuto necessità di altro tempo per pensare. Mi avevi invitato, in virtù del fatto che anche dopo, si possa rimanere amici. Mi domando, ancora adesso, chi l'abbia inventata questa cosa. Dopo la galleria, rividi il mare. Dopo due anni, ero di nuovo nella tua città. Finalmente, rallentai. La discesa e il bagliore dell'acqua mi riportarono alla realtà. Quante volte, quel bagliore, dopo il buio della galleria, mi aveva messo addosso la frenesia di percorrere gli ultimi chilometri in fretta, per bussare alla tua porta. Adesso, sarei venuto direttamente in chiesa. Come un amico, un invitato. Eri bella con il tuo abito, bella come sempre, di una bellezza sfacciata ed inconsapevole. Ero seduto al tavolo del banchetto, su una sedia di braci. Tua zia, di fronte, mi faceva il solito questionario, stavolta più fitto del solito, in un tentativo mal riuscito di mettermi a mio agio. Tuo padre mi aveva abilmente evitato, così come tua madre, e questo, per la zia buona, era un problema vero. Ricadeva su di se, tutta la responsabilità di farmi stare bene. Sfilarono le pietanze. Effluvi che in un altro momento avrei trovato divini, ma che quel giorno mi davano solo il senso di nausea. Ore di disagio, che volontariamente mi ero inflitto, in nome di cosa, poi, mi fu chiaro solo più tardi. Finalmente arrivò il momento dei saluti. Mi evitasti tutto il giorno, ma a quel punto dovevi guardarmi in faccia. Neppure mi presentasti a tuo marito. Cosa gli avresti detto? Chi ero? Gran figo tuo marito, nulla da eccepire. Un gran dritto. Eppure non sapeva che in quelle tue carni olivastre mi ci ero tuffato mille volte. Non sapeva che avevo respirato nei tuoi bellissimi capelli scuri e  lunghi e tanti e consistenti e carnosi. La ghiaia del vialetto d'uscita crepitava infastidita dalla pressione dei miei pneumatici. Bella la tua città, la nostra città, illuminata a festa dalle luci notturne. Qualche minuto e sarei stato di nuovo in autostrada.  Ponto, Anna, come stai? Io tutto bene. Che mi racconti? No tranquilla.....sono stato impegnato a morire ultimamente.....ah ah, no, davvero sto bene, da stasera più che mai. Sono in autostrada, sono appena rinato. 

martedì 5 novembre 2013

CI.RO. CITY ROAMING - DA NAPOLI IN CATTEDRA

RENAULT ZOE
CI.RO. City Roaming www.cityroming.org Quando ho appreso di questo progetto, avevo appena letto un articolo di Pino Aprile, in merito agli stravolgimenti sociali che stanno, in questi mesi, caratterizzando il Sud Italia. Ciro non è solamente una modernissima idea per fruire in modo ottimale della mobilità condivisa. CIRO è un miracolo.! Avrebbe dovuto, più opportunamente, chiamarsi San Gennaro. Napoli, è una città che si regge sulle sue menti, menti che per troppo tempo sono rimaste assopite ma che come il famoso vulcano, sono capaci di impreviste e deflagranti eruzioni. L'energia di questo gruppo di persone mi inorgoglisce. Napoli, città simbolo dell'inerzia, città vittima di pessimi memi culturali, malata dei suoi stessi luoghi comuni, partorisce un genio. Reclama di nuovo il suo primato di città vivace, vibrante, stimolante, intuitiva. Si sveglia dopo una lunga chemioterapia, più forte di prima. Si vedono i segni della guarigione un pò ovunque. La gente scende in strada, reclama il proprio diritto alla salute. La Terra dei Fuochi vuole balsamo per le sue ferite. Una nuova consapevolezza li arma, le catene si sono spezzate. Un ambiente sano, passa anche attraverso una migliore gestione del traffico e della mobilità privata. La crisi economica costringe sempre più persone a rinunciare al possesso di un'auto privata. Gli stili di vita stanno cambiando. Nuove necessità si fanno largo e CIRO arriva per proporre un nuovo modo di intendere gli spostamenti in auto, usando tutte le nuove ed intuitive interfacce digitali disponibili sul mercato.

- Modulo innovativo di Gestione
   del sistema sharing che 
   permette l’uso occasionale e il 
   rilascio in punto diverso a 
   quello di prelievo 

- APP prenotazione su 
   Smartphone (iOS, Android) 

- APP navigation 
   infomobility 
   personalizzato su 
   tablet on board 

- Software 
   e-Government

L’utilizzatore grazie alla possibilità di passare in aree a ZTL e corsie preferenziali, con molta probabilità, si 
sposterà dalla via ad alta frequentazione ad una via a bassa frequentazione. Saranno, a disposizione dell'utenza, in collaborazione con Renault, veicoli elettrici modello ZOE  e KANGOO (VERSIONE FURGONE)

RENAULT KANGOO VAN ZE
Come contribuisce il VAN SHARING alla redistribuzione dei flussi di traffico ? 
 
• Disincentivando l’uso dei mezzi commerciali di proprietà 
• introducendo nuove politiche di gestione della logistica 
delle merci in ambito urbano come ad esempio: 
 Limitare l’entrata di veicoli commerciali di grosse 
dimensioni in aree storiche; 
 Individuare stalli dedicati allo scambio del carico; 
 Ampliare le fasce orarie di carico e scarico merci per 
veicoli commerciali elettrici; 
 
 
N.B. il servizio è rivolto a tutti anche per esigenze domestiche

 In un'ottica di servizi integrati per il cittadino, offrirà anche la possibilità di ottenere, gazie ai servizi di e-Gov espletati presso i Ci.Ro. Points,  una diminuzione degli spostamenti definiti di «servizio» 
 
Sarà possibile espletare le procedure di richiesta e rilascio permessi di competenza di Napolipark ossia: 
 
• Permessi di sosta residenti 
• Permessi di sosta disabili 
• Permessi di transito in ZTL 
• Permessi di transito in corsie preferenziali 
 
Senza doversi più recare presso gli uffici dell’ente SI CREA UN PRIMO ESEMPIO DI DECENTRAMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA A BASSO COSTO.

Il sistema Ci.Ro. Si basa sulla integrazione di tecnologie complesse di ICT ed ITS. Dalla ricerca tecnologica perseguita si stanno delineando le seguenti innovazioni: 
1. Sistema di accreditamento totalmente on-line e real time 
2. Software di prenotazione che consente l’uso in modalità occasionale e la 
restituzione del veicolo in un punto Ci.Ro. diverso da quello di prelievo 
3. Modalità di sblocco/blocco infrastruttura di ricarica e veicolo con un unico 
badge RFID (in futuro anche con tecnologia NFC) e senza ausilio di chiavi. 
4. Modalità di gestione del veicolo da remoto 
5. Sistema di navigazione ed infomobilità personalizzato per ciascun utente e 
basato su architettura semantica 

L’utente si identifica e registra presso il  punto Ci.Ro. 
• Ottiene il badge RFID personalizzato in tempo reale 
• Può accedere immediatamente ai servizi 

Si prenota il veicolo con l’APP scaricata sullo smartphone o tramite il portale 
• In alternativa si può prelevare un veicolo senza prenotazione tra quelli indicati al punto Ci.Ro . 
• Si sblocca la colonnina di ricarica col badge RFID 
• Con lo stesso badge si sblocca portiere e motore del veicolo 
• Si è pronti a fruire della città con Ci.Ro. 
 

Per motivi di sintesi, non potrò essere del tutto esaustivo sulle innumerevoli possibilità che offre il servizio. Mi preme solo ricordare, che i sistemi informatici integrati nei veicoli a disposizione, ci permetteranno di conoscere ancora meglio la nostra meravigliosa città, le cui risorse potranno diventare un tesoro, se solo riusciremo ad aprire la mente. Che un'iniziativa simile arrivi dal Sud significa molto più di una semplice operazione di marketing. Qui, stiamo parlando di cultura, la cultura del fare bene, la cultura dell'orgoglio per le proprie radici. Una tangibile dimostrazione del valore delle menti del Sud che si mettono a disposizione per affrancarci da uno stato di colonia interna che dura da decenni. Lunga vita a CI.RO.